WiMAX e Divario Digitale
L’11 Ottobre, il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha presentato la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze WiMax nella banda 3.4-3.6 GHz:
“tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale. Questo Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle TLC ed a favorire l’innovazione tecnologica del nostro Paese. Ringrazio il Ministro della Difesa la cui fattiva collaborazione ha consentito di rendere disponibili per l’uso civile queste frequenze.”

Peccato, come dice qualcuno, che il [tag]Digital Divide[/tag] non si supera assegnando le frequenze a chi già gestisce le reti UMTS.
I soliti noti, insomma, che a fronte di considerevoli investimenti per realizzare le reti WiMax, non offriranno certamente connettività a basso costo, e quindi accessibile proprio da quei gruppi di popolazione che ne avrebbero maggiormente bisogno.
Le licenze all’asta sono 35, ognuna dal valore di 15 anni, da distribuirsi nelle 7 macroaree delineate dal Ministero (Lombardia-Bolzano-Trento; Valle d’Aosta-Piemonte -Liguria-Toscana; Friuli Venezia Giulia-Veneto-Emilia Romagna- Marche; Umbria-Lazio-Abruzzo-Molise; Campania-Puglia-Basilicata- Calabria; Sicilia; Sardegna): per garantire un’omogena diffusione della tecnologia ogni area ha diritto a 2 licenze ma non potranno essere entrambe acquisite dallo stesso operatore, questo per garantire pluralità e trasparenza. Le restanti licenze sono a disposizione delle 21 regioni italiane.
Da parte dei consumatori le prime reazioni sono di critica e perplessità.
Ecco cosa scrive Adiconsum in proposito:
“La soluzione adottata divide lo spettro in tre blocchi da assegnare con la soluzione del bando di gara, di cui due acquistabili da operatori che già posseggono un’altra tecnologia per la banda larga senza fili, l’Umts, su cui sono stati fatti investimenti enormi. Questi operatori non hanno alcun interesse a spingere sul wi-max; ora potranno tenere le frequenze nel cassetto o usarle a propria discrezione con il solo obiettivo del proprio profitto per ben 30 mesi. Tanto dovrà passare infatti prima che si avviino le procedure per la verifica dell’effettivo utilizzo sul territorio. E comunque non è prevista la restituzione, ma il solo obbligo a “rivenderle”.”