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9 Maggio 2007

Il computer a 100 Dollari segna il passo

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tratto da nòva24 N.75 di Giovedì 3 Maggio 2007
di Giuseppe Caravita
G.Caravita
Non è facile avviare una rivoluzione. Specie se deve girare al ritmo di un milione di computer prodotti al mese, e per diversi anni di seguito. Questo, in sintesi, è il problema che deve risolvere, oggi Nicholas Negroponte, ex direttore del Medialab del Mit e da due anni impegnato a tempo pieno nell’ambizioso progetto «One Laptop Per Child» (altrimenti detto “computer a 100 dollari ), lanciato in grande stile durante il vertice Onu di Tunisi del 2005 (www.laptop.org).
Oggi, sul piano tecnico e produttivo, tutto sembra pronto. Il piccolo laptop, l’«[tag]Xo[/tag]», è ben oltre i primi prototipi. Bianco e verde, dispone di uno schermo innovativo duale (a colori oppure in bianco e nero contrastato, per essere visto anche sorto il sole), consuma un terzo in meno di energia rispetto ai normali notebook, lavora con una rete wi-fi di tipo [tag]mesh [/tag](un Xo può dare internet anche agli altri), a bordo ha una speciale versione di Linux a misura di bambino-studente, con applicazioni grafiche immediatamente accessibili. E la Quanta computer, leader mondiale nella produzione di notebook, sta avviando un apposito impianto di assemblaggio alle porte di Shanghai, appunto per volumi, elevatissimi, di un milione di Xo al mese («da dicembre», dice Negroponte).
Ma qui è il punto. L’Xo non è né vuol essere un computer commerciale. «Vogliamo diffonderlo nelle scuole dei Paesi in via di sviluppo, in modo da mobilitare un potenziale fatto di milioni di giovani che altrimenti non avrebbero accesso a questi strumenti di creatività»; rilevava giovedì scorso Negroponte, durante una conferenza del Mit. Finora però, nonostante l’attivismo della ventina di promotori del progetto, soltanto sette Paesi si sono finora dichiarati disponibili all’acquisto degli Xo: Uruguay, Argentina, Brasile, Pakistan, Thailandia, Nigeria e Libia. E, secondo Negroponte, entro ottobre forse si aggiungeranno Russia e Perù.
Però, almeno fino a oggi, nessuno ha ancora messo sul piatto piani di acquisto precisi, nonostante il coinvolgimento della Banca Mondiale e di Citibank per la gestione dei finanziamenti. Con il rischio che la partenza della produzione su vasta scala, prevista da ottobre, si trovi in forse. Un impasse potenziale a cui Negroponte oppone oggi una nuova mossa, e piuttosto clamorosa. Il laptop per child innanzitutto costerà realmente 175 dollari: «I 100 dollari — spiega Negroponte — sono un obiettivo a medio termine che verrà dalle economie di scala». E, soprattutto, porrà avere a bordo anche Windows . Con un’offerta precisa aperta anche al settore educativo Usa, dove ben 19 governatori degli Stati hanno espresso interesse per il progetto.
Dietro le quinte si comprende così, e piuttosto bene, l’annuncio Microsoft di due settimane fa di uno speciale pacchetto Windows per le scuole a soli 3 dollari. Inclusivo di una versione ridotta di Xp con alcune applicazioni. Sarà questo il cavallo di battaglia dell’Xo per le scuole Usa, dove Negroponte conta di ricavare i volumi mancanti al decollo dell’intera iniziativa. Inutile dire che questa decisione ha sollevato vibrate proteste da parte dei sostenitori di Linux. Ma il progetto di
un computer per ogni bambino è forse più vasto e importante di una polemica sul software che ha a bordo.

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