internet e motori di ricerca

7 Marzo 2007

Stupefacente web (cyberaddiction)

Archiviato in: reti/internet — Tag:, — admin @ 15:29

dal manifesto di Domenica 4 Marzo 2007
articolo di Emanuela Martini, inviata a Ginevra

…La vecchia sede di Rue de Cordiers 3, invece, è stata trasformata da gennaio scorso in un centro per la terapia della [tag]cyberaddiction[/tag], la dipendenza da web che colpisce tra il 3 e il 10% degli internauti, ed è considerata l’eroina del XXI secolo. Un luogo rigorosamente separato, perché questa nuova tipologia di intoxiqué rifiuta l’accostamento con i più classici tossicodipendenti.
Che si tratti di sostanze illegali - prima fra tutte la cocaina, come nel resto del mondo occidentale - o legali, come l’alcol e il tabacco, o di altre dipendenze, come il gioco d’azzardo, il cibo o internet, la politica della Confederazione segue quella «dei 4 pilastri» decisa in Consiglio europeo (terapia, prevenzione, riduzione del danno e repressione). Una formula che comincia a essere familiare anche in Italia, per le battaglie del movimento antiproibizionista, ma che qui in Svizzera prende corpo, diventa tangibile, sul primo «pilastro»…
Un percorso che rimane valido per qualunque dipendenza, anche quella da web, che può arrivare anche a distruggere la vita sociale di alcune persone, prosciugandone risorse e affetti. In due mesi, da quando è stato aperto il centro di Rue de Cordiers, l’unico in Svizzera, in 70 hanno già chiesto di essere aiutati. Non è una struttura residenziale, anche se sono a disposizione alcuni letti «per i casi più gravi». E segue le orme di altri centri europei, come quelli universitari di Berlino e Amburgo, l’Hôpital Marmottan di Parigi - ma più all’avanguardia, racconta Zullino, sono i centri nati negli Usa e in Asia, soprattutto in Corea del Sud.
I pazienti sono (anche qui) soprattutto uomini di ogni età, «maniaci» di siti porno e giochi on line. I più insidiosi, nota lo psichiatra ginevrino, sono i giochi di ruolo come World of warcraft e Second life, un cult per le giovani generazioni. Le donne invece sono più sensibili alle chat line. «Quello che crea dipendenza è la possibilità di ripetere spesso e a intervalli molto brevi lo stesso gesto. Come per le sigarette a ogni boccata, così il “clic” del mouse diventa un’azione che offre un feedback immediato. Un comportamento automatico che arriva a soggiogare alcune personalità». Anche in questo caso si procede con la somministrazione controllata. «E se da un lato c’è il vantaggio che spesso i pazienti, non avendo perso completamente l’integrazione sociale, sono spinti a curarsi proprio da familiari e amici, dall’altro c’è il problema che, come con il cibo nella bulimia, non si può interdire completamente l’uso di Internet per non creare un danno sociale e lavorativo alla persona». Insomma, sintetizza Zullino, «usare sia il mouse che le sostanze in modo consapevole, è anche più stupefacente».
Due link per approfondire:
“Mio marito mi tradiva con la tastiera”
Tra i dannati di Internet

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