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28 Dicembre 2006

Nel 2011 banda larga a copertura totale.

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ll Sole-24 Ore Giovedì 21 Dicembre 2006
Internet. Al via comitato interministeriale. Nel 2011 [tag]banda larga[/tag] a copertura totale
Ministro Gentiloni
L’Italia arranca nella diffusione di collegamenti Internet a banda larga e il Governo cerca di dare una sterzata. «Nell’arco della legislatura, entro il 2011, l’intero territorio nazionale dovrà avere la copertura a banda larga a costi ragionevoli» annuncia il ministro per le Comunicazioni, Paolo Gentiloni, presentando il nuovo comitato interministeriale del quale fanno parte anche il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, e quello delle Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais.
Si parte da ritardi e difficoltà sotto gli occhi di tutti e il 2011 appare una scadenza ancora molto lontana. Il mercato vale 2,6 miliardi di euro e il 27% delle famiglie italiane, il 69% delle imprese con più di tre addetti, il 75% delle amministrazioni pubbliche già dispongono di collegamenti a banda larga. In totale sono stati raggiunti 8 milioni di accessi, che sono «tanti rispetto a qualche anno fa» ma, ammette Gentiloni, «inferiori alla media europea calcolata sul numero degli abitanti». Siamo il settimo Paese nel mondo per numero di collegamenti veloci, il quarto nella UE dopo Germania, Regno Unito e Francia. Ma, secondo i dati dell’Osservatorio banda larga della Between, in termini di diffusione rispetto agli abitanti l’Italia si piazza al livello della Spagna e sotto la media dell’Europa a quindici (13,2%, contro 16,5%). Come anticipato da un’inchiesta del Sole-24 Ore del 2 novembre, circa 6 milioni di cittadini (un terzo dei quali vive in Lombardia, Piemonte e Veneto) si trovano in aree che
scontano un problema di «digital divide» di lungo periodo. A loro si aggiungono 400mila imprese nella stessa situazione: si trovano in aree dove i collegamenti a banda larga possono essere realizzati solo attraverso costose connessioni dedicate o soluzioni satellitari e non con la tecnologia di riferimento per la banda larga, cioè l’Adsl.
Ma c’è di più. Il comitato interministeriale dovrà coordinare troppe iniziative regionali tra loro slegate. Ci sono da gestire in modo razionale 700 milioni messi a disposizione dagli enti locali e circa 270 milioni di competenza della Infratel (società di Sviluppo Italia). E bisognerà monitorare con attenzione la tipologia di collegamenti che vengono offerti. Oggi il mercato italiano è ancora fortemente caratterizzato da accessi a consumo, mentre resta molto bassa rispetto agli altri grandi Paesi la quota di connessioni “always on” a canone fisso, essenziali perché si affermi un modello di economia in rete basato su servizi multimediali. Infine resta lo smacco del wi-max, il sistema per la banda larga senza fili: l’Italia è l’ultimo grande Paese europeo in cui le frequenze sono ancora bloccate.

Carlo Formwnti

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