internet e motori di ricerca

24 Novembre 2006

Internet é semplicemente il meglio

Archiviato in: googleworld — Tag:, — admin @ 16:14

Internet é semplicemente il meglio
di [tag]Eric Schmidt[/tag], CEO di Google

dall’ Economist online
“The World in 2007″
“Forecasting trends for the year ahead”
Previsioni e tendenze per l’anno che verrà

La bolla Internet degli anni 90 ha reso folli gli investitori, ma annunziando però una nuova era, il cui effetto su di noi è solo adesso iniziamo a comprendere.lego Quegli anni hanno riscritto le regole di produzione e di distribuzione, portando libertà senza precedenti a milioni di persone in tutto il mondo - per generare e creare, per organizzare ed influenzare, e per parlare e per essere ascoltati.
Internet è molto più di una tecnologia - è un modo completamente diverso di organizzazione delle nostre vite. Il suo successo si è sviluppato su una superiorità tecnologica:[tag] protocolli[/tag] e standards aperti geniali nella loro semplicità. A più riprese hanno battuto gli standards rivali prodotti dalle industrie delle telecomunicazioni, che hanno si avuto il senso commerciale tipico delle aziende, ma non hanno saputo adattarsi al senso pratico dei consumatori. Nella battaglia delle sigle, l’[tag]IP[/tag] (Internet Protocol) ha battuto l’[tag]ATM[/tag], CATV/Co-ax ed il resto, poiché utilizzare l’IP significa avere sempre più scelta.
La cosa più sorprendente è che tante aziende stiano ancora scommettendo contro la rete, provando a risolvere i problemi di oggi con le soluzioni di ieri. Gli ultimi anni ci hanno insegnato che i modelli di businness basati sul controllo dei consumatori e dei contenuti non funzionano. Scommettere contro la rete è insensato perché significa scommettere contro l’ingegnosità e la creatività umana.
Naturalmente questa nuova tecnologia fa emergere profonde sfide per molte aziende consolidate. [tag]Skype[/tag], una businness company di telefonia via Internet (Voice over IP), è disgregante nei confronti dell’ economia dell’industria di telecomunicazioni, così come la Cina lo è stata globalmente per le aziende manifatturiere. Ma questa rottura può soltanto intensificarsi.
Nel 2007 assisteremo al crescente dominio degli [tag]standards aperti[/tag] di Internet. Poichè l’accesso al web via telefoni mobili cresce a dismisura, i protocolli proprietari promossi delle diverse aziende che tentano d’ottenerne il monopolio tecnico saranno spazzati via. L’odierno software desktop sarà sorpassato dai servizi Internet-based che permettono agli utenti di scegliere il formato dei documenti, gli strumenti per la ricerca e la possibilità di pubblicare al meglio secondo le loro necessità.
Guidare questo cambiamento implica una variazione tecnologica profonda nella scienza dei computer. Negli ultimi 20 anni l’architettura [tag]client-server[/tag] ha dominato le infrastrutture digitali. Pc costosi hanno fatto funzionare programmi complessi ed hanno contato soprattutto i protocolli proprietari per collegarsi ai grandi -e sempre più costosi- server maiframe. I dati e il potere risiedevano in questi computers e nei loro sistemi operativi.
Oggi viviamo nelle “nuvole”. Stiamo entrando nell’era “della nuvola” computergenerata, con le informazioni e le applicazioni ospitate e disseminate nell’atmosfera del Cyberspace piuttosto che su processori specifici e nei racks di alloggiamento dell’hardware. La rete sarà veramente il computer.
Sofisticati browsers e tecnologie come [tag]AJAX[/tag] o LAMP - che non sono luci fluorescenti o eroi greci, ma semplici blocchi costruttivi che permettono alla gente di produrre e distribuire contenuti - sono i protagonisti di questo nuovo mondo. Sono quel tipo di tecnologie che trasformano l’audio, il video, il testo ed i dati digitali in servizi intuitivi e di facile impiego. Così già fanno Google, MySpace, YouTube, Gmail, Yahoo! e MicrosoftLive e sono solo entrati nella fase dell’adolescenza.
La creazione della “[tag]nuvola[/tag]” è sicuramente perfettibile: i servizi Internet non sono sempre ben realizzati e non ha senso senso utilizzarli offline. Ma la direzione è comunque chiara. La semplicità sta trionfando sopra la complessità. L’accessibilità sta battendo l’ esclusività. Il potere è sempre più nelle mani dell’utente.

Devi solo immaginare

Queste tendenze hanno tre conseguenze importanti. In primo luogo, la maggior parte di nuove applicazioni possono essere create usando software e protocolli esistenti e utilizzati. La reinvenzione può essere ancor più potente e pervasiva di una nuova invenzione. Le mescolanze -l’utilizzo dei siti web di contenuti online per creare qualcosa di interamente nuovo - stanno diventando la regola. Date un’occhiata al blog ambientalista di Jane Goodall : utilizza [tag]Google Earth[/tag] per dare alla gente acute opinioni e profonde osservazioni sulla “natura della natura”.
In secondo luogo, la concorrenza è aumentata e si é intensificata. Ciò stimola l’innovazione e assicura che i prodotti migliorino più velocemente e diventino sempre più economici. Se non é così, gli utenti si rivolgono a un nuovo concorrente che offra versioni free o migliori.
In terzo luogo, la creazione, il consumo e la comunicazione dei contenuti sono aumentati esponenzialmente. I ricercatori dell’università di Berkeley in California valutano che il mondo abbia generato cinque [tag]exabytes[/tag] di dati nel 2002, il doppio di quelli generati nel 1999. Per esemplificare, consumare cinque exabytes di dati davanti alla TV richiederebbe una seduta davanti allo schermo della durata di 40.700 anni.
La lezione é interessante: mettere una semplice, intuitiva tecnologia nelle mani degli utenti e loro genereranno contenuti e li condivideranno. Le parti più dinamiche e veloci di internet coinvolgono verso un’ interazione diretta delle persone. Pensiamo al fenomeno del [tag]blogging [/tag]e ai siti di social network come MySpace in America, Bebo in Gran-Bretagna, Orkut nel Brasile, CyWorld in Corea e Mixi in Giappone. Nel 2007, le [tag]comunità virtuali[/tag] così prevalenti in Asia e fra gli studenti diventeranno comuni.
I “sapientoni” della politica possono anche sostenere che la società si stia sempre più atomizzando, ma le comunità online stanno tuttavia crescendo e sviluppandosi. [tag]Internet[/tag] sta contribuendo a soddisfare un nostro fondamentale bisogno - il nostro desiderio di conoscenza, comunicazione e senso di appartenenza.
La tendenza naturalmente non coincide con il destino. Ma come il paradosso scritto da un giornalista sportivo durante la grande depressione americana, “la sfida non è sempre quella di arrivare primo, né di combattere con il più forte - ma questa tuttavia, è la strada su cui scommettere.„
Stiamo scommettendo su internet perché crediamo che ci sia un’ enorme risorsa di immaginazione online.

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