internet e motori di ricerca

15 Novembre 2006

Social Networks.Second Life.

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di Alessandra Carboni
dall’inserto Informazione e Tecnologia del Manifesto
Novembre 2006

Ha conquistato copertine di riviste specializzate e non. In Rete, ma non solo, se ne parla come del fenomeno del momento e quasi ogni giorno capita di imbattersi in un trafiletto (di carta o digitale) in cui si raccontano le novità che lo riguardano. Non si tratta di una celebrità, né di un evento particolare o di una moda (anche se per certi versi si può dire che la moda ci abbia messo lo zampino), ma di un simbolo dei nostri tempi. Parliamo di Second Life, il [tag]mondo virtuale[/tag], forse non il più famoso, ma probabilmente il più popolare dei mondi virtuali 3D presenti online, che dal 2003 a oggi ha conquistato oltre un milione di utenti di tutto il pianeta (crescendo al ritmo impressionante del 38 per cento mese dopo mese) e che in molti considerano un gioco multiplayer online.secondlife
Ma definenendo [tag]Second Life[/tag] “gioco” si rischia di fare arrabbiare più di qualche residente (così si chiamano gli utenti che popolano questo incredibile universo), perché SL è qualcosa di più.
E lo sanno bene i tanti nomi dell’information technology (ma non solo) che non hanno esitato a mettere piede nella terra di pixel del Governatore Linden, concepita dalle menti dei programmatori del Linden Lab, società americana fondata dall’ex dirigente di RealNetworks, Philip Rosedale.Aziende del settore hi-tech quali aony, sun Microsystems e Intel, come pure marchi come Toyota, Nissan, Reebok e Adidas hanno infatti scelto di promuovere i loro prodotti anche in SL, attratti dalla massa di giovani consumatori che si muovono al suo interno ma anche incuriositi da questo nuovo canale, che per certi versi potremmo paragonare a una sorta di dimensione tridimensionale del Web, dove gli internauti e le società presenti in rete hanno finalmente l’opportunità di incontrarsi fisicamente, anche se pur sempre in modo virtuale.
Si pensi, per esempio, alla conferenza stampa organizzata da Intel nella sua sede virtuale in SL in occasione della presentazione del nuovo processore Centrino, o all’arena per meeting ed esposizioni creata Sun Microsystems per dare visibilità al proprio marchio e per incontrare non solo gli avatar-giornalisti, ma anche gli [tag]avatar-[/tag]consumatori che, oltre a spendere i propri dollari Linden (L$, la moneta utilizzata in SL, il cui rapporto di cambio con il dollaro Usa è
più o meno di 200-250 L$ per 1$)effettuano acquisti anche, e soprattutto, nel mondo reale.
Second Life ha catalizzato anche l’attenzione dei media, in quanto nuovo e potente canale di comunicazione. Specialisti dell’informazione come Reuters, CNet e Wired hanno acquistato un’isoletta di pixel e lì hanno stabilito le loro sedi distaccate. L’agenzia di stampa britannica Reuters, in particolare, lo scorso 16 ottobre ha inaugurato la sua redazione virtuale e l’ha messa nelle mani del reporter [tag]Adam Pasick [/tag]e del suo avatar, sguinzagliandoli alla ricerca di notizie che riguardano proprio SL. Esistono però anche esperienze per così dire “inverse”, ovvero storie di società nate su Second Life che solo successivamente hanno aperto filiali nella vita reale. avatarÈ il caso di numerosi imprenditori del mattone virtuale: abili architetti della simulazione digitale che acquistano terreni in SL per costruirci case da sogno e poi venderle ai residenti in cambio di vera moneta sonante, generando volumi d’affari milionari.
Ma entrare nel mondo di Second Life senza un fine particolare, anche solo per vedere con i propri occhi di cosa si tratta, è possibile ed è facile, e si può fare senza spendere denaro. Basta scaricare il software dal sito ufficiale, installarlo nel Pc, registrare il proprio account e quindi dedicare un po’ di tempo alla creazione del proprio avatar (alter ego virtuale che rappresenterà la persona reale nella sua seconda vita virtuale) attraverso gli strumenti forniti dal programma, gli stessi che servono per realizzare oggetti e altri contenuti. Dopodiché è sufficiente lasciarsi guidare dalla curiosità e volare o teleportarsi (si i residenti possono volare e hanno a disposizione la comodità del teletrasporto)da un luogo all’altro, magari scegliendo la destinazione sulla mappa in cui è visibile l’intero territorio di SL. In questo girovagare, può capitare di scambiare due parole (tramite l’instant messenger e la chat incorporati nel software) con altri avatar presenti online in quel momento, ovvero con le persone che li animano, ma anche interagire con loro fisicamente, per esempio ballando, giocando e perfino facendo sesso. Così facendo, il residente inizia a intessere l’indispensabile rete di rapporti sociali all’interno della quale poi gestirà le proprie attività.
Certo l’iscrizione gratuita comporta limitazioni notevoli rispetto alle altre forme di iscrizione a pagamento (esiste un abbonamento “base”, per 9 dollari e 95 centesimi una-tantum, e “premium”, a costi e con vantaggi differenti); ma soprattutto, senza un abbonamento premium non si riceve lo stipendio settimanale di 400 L$ e non è possibile diventare proprietari terrieri. E diciamolo: il bello forse sta proprio nell’appartenere veramente al mondo di SL, non essere solo semplici visitatori o affittuari di case altrui.
Tuttavia, per chiunque c’è la possibilità di fare shopping, divertirsi, costruire oggetti per sé o per venderli (perché la proprietà intellettuale di tutto ciò che c’è in SL appartiene ai relativi costruttori), partecipare a eventi, usufruire di servizi, trovare un impiego, avviare un business o semplicemente cambiare denaro reale in L$, e viceversa. L’insieme delle attività e degli scambi effettuati dai residenti genera, in media, una spesa pari a circa 400 mila dollari (reali) ogni giorno. Si tratta insomma di un mondo certamente affascinante, ricco di possibilità e in grado di stimolare fantasia e creatività. Ma, come tutte le riproduzioni, ancne Second Life porta con sé sia pregi che difetti della realtà che rappresenta. E quindi non stupitevi qualora al vostro avatar capitasse di incontrare signorine ammiccanti che offrono prestazioni particolari in cambio di denaro, oppure un sedicente poliziotto che minaccia di arrestarvi per qualcosa che non avete fatto o,ancora, bande di guerrafondai armati fino ai denti che crivelleranno di colpi il vostro alter ego, fino ad ucciderlo. Proprio così: la vita può finire anche in SecondLife. E se accade non resta che ricominciare tutto dall’inizio, perché morendo l’avatar porta con sé tutto ciò che aveva creato, senza lasciare eredità alcuna, se non quella dell’esperienza che la
controparte reale ha potuto vivere per suo tramite.

alessandra.carboni@totem.to

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