internet e motori di ricerca

5 Febbraio 2006

Dentro la cornice di Google c’è ormai tutto il mondo web

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Dal blog di:

di Vittorio Zambardino

“Googler”. Se lavorate a Google, potete mettere sulla vostra auto una vanity plate, una targa personalizzata con questa scritta, che significa: sono un dipendente di Google.
brin&page
Non è una gran novità ma un segno dei tempi sì: gli americani derivano sostantivi e verbi dal nome di una azienda quando questa fa moda e status e ne sanciscono così il successo.

Il punto è che ormai la politica di assunzione di Google, quella che si fa attraverso una commissione di futuri colleghi dell’assumendo, e il vantato clima ideale nel lavoro, sono la realizzazione di cui vanno più fieri i ragazzi di Mountain View. Eppure dodici mesi fa Google era una neoquotata aggressiva e promettente. Oggi c’è chi parla di un rischio totalitario, orwelliano, di mani sulla rete. E sono passati 365 giorni.

La Googliterature.
Ma torniamo al paradiso dei lavoratori. Dopo che lo scrivemmo, a questa rubrica sono arrivate lettere molto riservate, di dipendenti Google, che affermano che le cose sono un po’ diverse, anzi molto diverse, per quanto riguarda il clima di lavoro nell’azienda. Tuttavia il mondo dei media ci crede. E infatti c’è chi indica negli “adoring media” il risultato più concreto di quest’anno. Una sensazione confermata dall’uscita di due libri, The Search di John Battelle, e Google Story, di David Vise Sta nascendo la Googliterature, la letteratura su e di Google.

I soldi. In verità la cronaca del trionfale 2005 di Google dovrebbe cominciare dai traguardi finanziari: un valore di oltre 420 dollari ad azione per il titolo, presenza nell’elenco delle prime cento società americane. Google ha da tempo abbandonato la condizione di mascotte della borsa, per diventarne un toro scatenato che paga un miliardo di dollari per acquistare il 5% di America on Line, diventare esso stesso portale e introdurre così la riforma più forte dalla sua fondazione, quasi otto anni fa: la pubblicità grafica, in forma di banner e di animazioni, che saranno pubblicati sulle pagine di risultato della ricerca. Intanto la “vecchia” pubblicità legata alla ricerca è maturata fino a diventare la vera miniera d’oro della società: ad sense e ad words rendono ormai più di 1,5 miliardi di dollari a trimestre.

La politica dell’annuncio. Questa è la realtà effettuale, ma bisogna guardare all’effetto Google, che consiste nella politica degli annunci, che serve alla salita del titolo in borsa (e quindi a far soldi), per diffondere il panico tra i concorrenti, per creare quel senso di ineluttabilità del dominio “buono” del Motore.

La mappa sopra il mondo. Nessuno ha calcolato gli incrementi medi per annuncio. Ma pensate all’effetto che può aver ottenuto la notizia dell’ingaggio di Vinton Cerf, uno dei padri fondatori di Internet, come membro del board e consulente/dirigente per la nuova frontiera di collaborazione con la NASA. Nell’ambito di questo accordo è prevista la realizzazione di una città della ricerca Google/Nasa. Dov’è? Non c’è ancora, c’è un comunicato stampa. Ma poiché Cerf è davvero stato assunto, tutto il resto diventa credibile. Come credibile è lo sviluppo e l’estensione allo spazio del Mapping (per ora limitato alla terra, col servizio Google Earth), che potrà raggiungere livelli di dettaglio mai immaginati, portando la società di Brin e Page molto vicina ai finanziamenti militari.

C’è chi parla di Star Mapping, e di Google nello spazio, ma al momento sono le mappe della nostra terra, quella di casa, quelle dove si trovano le facce e gli indirizzi dei violentatori o i ristoranti indiani più vicini, la tecnologia che sta cambiando la nostra vita.

La terra, semplicemente. Tanto planetario è la strategia di Google che la società sta giocando la partita più difficile in Cina. Dove possiede una quota di minoranza di Baidu, il motore di ricerca che fra 12 mesi potrebbe essere il primo al mondo per traffico e dove ha aperto il centro di Ricerca e Sviluppo diretto da un genio del computing, Kai-Fu Lee (e dove ha ricevuto pesanti critiche da Reporter Senza Frontiere per la sua ambiguità verso il regime comunista).

“Sarò l’aria che respiri”.
Dove Google sta puntando tutto è l’obiettivo di “sostituirsi” a Microsoft sui nostri stessi computer. Vanno in questo senso l’annuncio dell’ accordo con Sun, per il lancio di applicazioni che sostituiscano il software Microsoft più in uso: da word a excel, da powerpoint ai data base. L’idea dietro questa strategia è che il personal computer si svuoti di funzioni e diventi solo una porta sul web dove ogni valore, strumento, utilità si trova dentro l’ambiente operativo di Google. Un modo per aprire una porta e chiudere “le finestre”.

L’alluvione in Beta. Intanto fioccano le cause (da France Presse a società più piccole che si dicono derubate delle loro invenzioni), ma il cammino di Google verso la soddisfazione di ogni esigenza personale continua: così, dopo Google News (nata prima del 2005, è una prima pagina in perenne costruzione), quest’anno sono partite, tutte rigorosamente in fase di collaudo: Google Talk (messenger), Google Mail (la posta), Google reader, un aggregatore di flussi di messaggi provenienti da più siti e blog, e soprattutto Google Base: quest’ultima è una sorta di bidone aspiratutto dei contenuti personali.

Il messaggio all’utente è: qualsiasi cosa tu abbia da pubblicare dalla a noi. Te la faremo “uscire”. Ma l’aspiratutto Google Base mira a raccogliere e sottrarre quote di mercato di pubblicità classificata ora ospitata dai giornali, da E-Bay, da Craiglist.

Tutti i libri del mondo.
In tanta complessità sembra quasi uno scherzo l’attacco che gli editori di libri sentonodi aver ricevuto dal programma di Google di pubblicare i libri contenuti nelle biblioteche, o un loro estratto o almeno gli indici. Semplicemente: tutti i libri del mondo on line.

E infine… la televisione. Lo spazio è finito, anzi siamo già oltre, e non abbiamo finito. Ma come si fa a dimenticare Google tv? Per ora è la bocca della verità della tv, lo discarica di ogni videocam familiare o personale. Ma con America on Line diventerà televisione vera, la televisione degli utenti. E presto Google potrebbe offrire l’aggregatore dei contenuti tv di qualsiasi fornitore, di ogni tv del mondo. La metatelevisione. Ci rileggiamo a fine 2006. Se ci saremo ancora.

(28 dicembre 2005)

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