internet e motori di ricerca

4 Novembre 2005

Google, la temuta fabbrica di soldi.

Archiviato in: googleworld — Tag: — admin @ 19:28

Dall’inserto della scorsa settimana di Nòva, supplemento di scienza, tecnologia e innovazione del “IlSole24 ore”riporto un’articolo di Beppe Caravita, noto blogger e giornalista hi-tech del quotidiano finanziario, su un’argomento che abbiamo sfiorato anche nel nostro corso, e cioé la temuta invasività di Google che sta rapidamente trasformandosi da “semplice” motore di ricerca a piattaforma software online in grado di rispondere a tutte le esigenze del surfer. Naturalmente in molti cominciano a preoccuparsi, vedendo nell’azienda di Mountain View un pericoloso concorrente che potrebbe invadere campi fino ad oggi dominati da poche aziende leader.E’ in fondo lo stesso tema affrontato da Franco Carlini nel suo recente articolo linkato in questo post del blog..

“Immagina di sederti al tuo computer e, in meno di un secondo, scandagliare il pieno testo di ogni libro mai scritto.
Immagina uno storico in grado di trovare istantaneamente ogni libro che parla delIa battaglia di Algeri. Immagina uno studente di liceo del Bangladesh che riscopre un autore fuoristampa in una biblioteca di Ann Arbor. Immagina un gigantesco catalogo di schede che rende ogni libro scopribile con solo alcuni click da chiunque, ovunque, sempre”.
Google oggi fa paura? La risposta forse sta in questa frase sul blog di Eric Schmidt, il suo amministratore delegato. Google Print, l’ultima visione, oggi e sotto attacco da parte di gran parte delI’editoria Usa (con due consecutive azioni legali) perché solleva il timore, forse irrazionale, di restare “disintermediati” dal mostro Google. Che ora cerca di ricalibrare la sua Google Print, offrendo ad autori ed editori l’ opzione di non essere inclusi nel suo database. Ma il segnale resta: Google, da sito utile a tutti, oggi è una potenza temuta.
Perchè? Proviamo a visualizzare l’Internet come un cervello sociaIe. In un punto delIa neocorteccia si forma un neurone che offre un servizio di enorme valore d’uso, la ricerca istantanea di informazioni su uno spazio di 8 miliardi di pagine web. E lo fa con un complesso software superiore rispetto ad altri. Un terzo secco del quasi miliardo di internauti, per questo motivo, usa Google. II neurone pero ha bisogno di nutrimento per espandersi. E lo trova nella pubblicità. Inventando formule attrattive sia per Ie imprese (che comunicano i messaggi ai potenziali clienti nelle ricerche e pagano solo gli effettivi accessi), sia per quella miriade di siti - personali e non - che pullulano nella Rete e che dagli spazi pubblicitari di Google (Ad Sense) ricavano qualche soldo senza rimetterci troppa invasività.
Nasce cosi Google come “grande monetizzatore”. I suoi ultimi risultati trimestrali sono eloquenti: in estate Google ha mosso oltre 1,5 miliardi di dollari di fatturato pubblicitario, di cui 885 milioni direttamente, e con un crescita del 20% suI trimestre precedente. Oggi il “grande neurone” e una realta con 6,7 miliardi di dollari di cassa e 5mila addetti. E i suoi quasi 300 milioni di investimenti non paiono scalfirne la crescita.
La marcia così sembra inarrestabile. Nei quattordici mesi dalla sua quotazione Google si è mossa in velocità su tre assi. Primo:
partnership e diffusione del suo standard (motori di ricerca a misura di imprese; servizi ad altri siti, prima fra tutte Aol). Secondo: rendere concreto il vecchio slogan, “il computer è la Rete”, offrendo all’utente una collana continua di
servizi (Gmail, blogs, toolbar, Googledesktop, Google talk, Google reader…) che forse arriveranno a un Google Office
(mutuato da Open Office), sfida diretta alIa grande Microsoft.
Terzo: differenziazione dei suoi enormi database. Google scholar (per i paper scientifici) sitemaps, Earth (per Ie immagini via satellite), Video, Blogsearch e infine Google print sono i passi rapidi di questa marcia.
Ognuno di questi servizi è “monetizzabile” via pubblicità mirata, ricavo indiretto. Google offre così all’utente finale Internet quello che davvero vuole: valore d’uso conoscitivo planetario e gratuità del servizio. E cresce velocemente. Ma sembra emergere un limite alIa sua avanzata. Sta nella velocità di metabolizzare Ie innovazioni anche da parte delle industrie toccate dalla sua rivoluzione.”

2 commenti »

  1. PS
    mi sono accorto ora che gli errori di ortografia devo correggerli prima di pubblicarlo, in quanto una volta salvato non sono consentite modifiche. Sob!

    Commento di Giovanni Iori — 5 Novembre 2005 @ 18:18

  2. Google Print é sicuramente un grande progetto.E gli editori lo temono come la peste.Sanno però di non poterlo fermare e dovranno escogitare qualcosa per poterci convivere. Alla recente Fiera del libro di Francoforte é stato ad esempio proposto, da parte del rappresentante dei più importanti editori tedeschi, che la scansione dei libri venga fatta e gestita dagli editori stessi, mentre i motori, (v. Google) dovranno occuparsi solo delle queryes sul Database.La partita è aperta, seguiamola in diretta.

    Commento di Luciano — 6 Novembre 2005 @ 11:25

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